Ottobre 17, 2020 · Dolci

Ritratto della Giovane in Fiamme, lunedì del Mabuse e Quatre Quarts Gateau

Nell’anno 2000 sono stato
assunto dall’azienda nella quale tutt’oggi, dopo oltre 20 anni, lavoro.
Nell’ufficio in cui fui collocato al mio ingresso, ebbi modo di conoscere una
persona decisamente particolare, di nome Damiano, che aveva come me una forte
passione per il cinema. In realtà lui faceva anche parte di un Cineclub,
fondato un paio di anni prima a Prato, che aveva lo scopo di promuovere -fra
varie altre cose- il cinema d’autore, proiettandone un film a settimana in un
cinema che aveva aderito all’iniziativa. Il nome di quel club,
Mabuse, è tratto dal vecchissimo film
diretto nel 1922 da
Fritz Lang, Il Dottor Mabuse, della durata di ben
270 minuti (4 ore e mezza!). Non l’ho visto, non ancora almeno. Sinceramente
non ne sono mai stato particolarmente attratto, ma leggendone la trama e lo
sfondo sociopolitico non escludo che un giorno possa decidere di dedicarmici.

Di fatto, ancora oggi il
Cineclub continua ad operare e, all’interno della programmazione 2020
dell’arena estiva Castello
Dell’Imperatore
a Prato, gestisce la selezione del film proiettato nei tre lunedì
di agosto a partire dal 10. E proprio il primo lunedì ho scelto di andare a
vedere Ritratto della Giovane in Fiamme,
un film francese, ambientato nel XVIII secolo, in cui una giovane ma talentuosa
pittrice viene incaricata di eseguire, in un’isola della Bretagna, il ritratto
di una fanciulla, con l’intento d’inviarlo al promesso sposo che ancora non
l’aveva mai vista.


Erano altri tempi, i ritratti
ricoprivano spesso il ruolo di fotografie per le persone più abbienti, dando
sostegno ai pittori, che con quelli riuscivano a sostenere la loro attività lavorativa.
Erano anche tempi in cui spesso, nell’alta società, i matrimoni venivano
combinati per ottenere vantaggi sociali ed economici, e nei quali la
considerazione verso le donne era drammaticamente bassa. Tuttavia la regista
Céline Sciamma riesce a ricreare una
situazione intensa e al tempo stesso delicata, quasi tutta al femminile,
esaltata dalla forza della semplicità e dell’apertura di sé al prossimo.
Chiaramente, come per tutti i lavori francesi, se c’è amore c’è immancabilmente
forte sofferenza, ma in questo caso non poteva non esserci e ammetto che il
tutto è stato gestito magistralmente.

Consiglio di guardarlo perché
è un buon lavoro, anche se fondamentalmente è semplice e delicato come quell
tipico dolce bretone che si compone di 4 ingredienti base uniti in parti
uguali:


Quatre
Quarts Gateau

Ingredienti: Uova, burro, farina e zucchero nella stessa
quantità (contiamo 3 uova, che dovrebbero pesare ~160g), 1 cucchiaino di
estratto di vaniglia, 8g di lievito in polvere per dolci e qualche pizzico di
sale, più zucchero a velo per guarnire.

Preparazione: mentre si lascia sciogliere il burro, lavorare
con le fruste elettriche, in una ciotola, il composto di uova, zucchero e
vaniglia fino a renderlo chiaro e spumoso. In un’altra ciotola setacciare la
farina e il lievito, con un pizzico di sale, mescolare e poi aggiungerne al
composto un cucchiaio alla volta, mescolando dolcemente dal basso verso l’alto
per non smontare. Dopo aver aggiunto un altro pizzico di sale, versare a filo
il burro fuso mentre si riprende a montare il composto con le fruste.  A burro amalgamato, versare l’impasto in uno
stampo per plum-cake precedentemente imburrato (nel nostro caso le misure
adatte sono 26 x 11.5 x 7.5 cm) e infornare in forno statico (preriscaldato)
per 40’ a 170°C. Finita la cottura, farlo raffreddare e servirlo su un vassoio,
dopo averlo adeguatamente ricoperto con zucchero a velo.

Il dolce è soffice e goloso,
ideale per la colazione o per un brunch, e non è solo semplice da realizzare ma
è anche molto facile ricordarne gli ingredienti.

Enjoy!

Il piatto abbinato

Quatre Quart Gateau

#drammatico 

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