Febbraio 21, 2021 · Uncategorized

La Regina Degli Scacchi beve Pastis

Un gioco veramente molto
particolare quello degli scacchi. Non posso definirmi un vero appassionato,
tantomeno un giocatore dotato, però non mi tiro indietro se posso cimentarmi con
qualcuno scarso come me, perché è un gioco che ti sa catturare. Ricordo che
volli imparare da molto piccolo e devo ringraziare mio nonno (pace all’anima
sua) che, pur essendo molto bravo, riuscì non solo a trovare la pazienza per
spiegarmi i movimenti e le regole, ma anche a giocare con me tutte le volte che
glielo chiedevo, dandomi suggerimenti per alcune mosse e… lasciandomi vincere. Ecco
un esempio di dove può arrivare l’amore per i nipoti.

Non riesco poi a togliermi
dalla mente i pomeriggi che, nel secondo anno universitario, passavo a studiare
nella facoltà di matematica: lì la passione smodata per gli scacchi che vedevo
negli studenti mi lasciava a bocca aperta e mi faceva capire molto bene quanto
io fossi lontano anni luce da quei livelli di competenza.

Ma pur avendo visto tutto
questo, sono anche consapevole del fatto che per raggiungere le vette più alte
non basta applicarsi con devozione: senza quel talento naturale che ti permette
di vedere le possibili evoluzioni della partita conseguenti ad ogni singola
mossa non c’è alcuna possibilità. Ed è un talento, qualcosa che hai oppure no,
ma anche qualcosa che se ce l’hai quasi sempre ha anche una contropartita spiacevole
che porta prima o poi a dover pagare dazio.

La serie che ho appena finito
di vedere su Netflix, ed è la prima volta che faccio un post proprio su una
serie, parla appunto di una fanciulla che, rimasta orfana, scopre in
orfanotrofio di essere catturata da questo gioco, al quale viene introdotta da
un custode. E sarà proprio questo custode a rendersi conto, in breve tempo, di
quanto talento si nascondesse in questa apparentemente innocua giovinetta. Il titolo è La Regina degli Scacchi.

La trama affronta vari aspetti
della vita di questa ragazza e le tante vicissitudini che la condiziona, rendendo
la serie molto piacevole ed interessante. Ma fra i tanti aspetti c’è anche
quello relativo alla suddetta contropartita, che la porterà a trovarsi spesso
sola e vittima di alcool e droghe, seppur leggere. Ed è proprio nella serata di
un’importante vigilia che lei cadrà nella rete di una delle bevande più
popolari della Francia: il Pastis.

Il Pastis è un liquore a base
di anice che si beve sia a orario aperitivo per aprire lo stomaco, che dopo
cena come alleggerimento. Il Pastis va diluito con acqua e si beve con
ghiaccio. Il procedimento è di riempire il bicchiere per 1/4 di Pastis, aggiungendo
poi i restanti 3/4 di acqua e due o tre cubetti di ghiaccio prima di mescolare.
Il risultato che si ottiene è un long drink dall’aspetto lattiginoso (effetto
che si riscontra normalmente con bevande a base anice) e con intenso profumo e sapore
di anice.

Non so quanti lo conoscano in
Italia: io l’ho conosciuto solo avendo uno zio che
abitava in Francia e ce lo fece assaggiare portando a casa nostra una bottiglia
di Ricard (uno dei Pastis francesi più noti). Ma posso testimoniare, in prima
persona, che questa spaccatura Italia/Francia sul Pastis è davvero netta: ho
passato diverse estati in Liguria proprio al confine con la Francia (ben oltre
Ventimiglia), per cui mi capitava molte volte di sconfinare a Mentone e, tra le
cose che mi hanno colpito, c’era un’importante presenza di grandi manifesti che
pubblicizzavano proprio il Richard. Cosa che prima del confine era letteralmente
impossibile trovare.

Va da sé che se non amate l’anice
è preferibile lo evitiate: un test abbastanza significativo può essere (in caso
l’abbiate provato) se avete gradito o detestato bere il Voltfast in polvere
disciolto in acqua, perché lo richiama davvero molto.

Una curiosità: Il Pastis nacque
a Marsiglia, agli inizi del ‘900, per sostituire l’assenzio, che fino ad allora
era di gran moda, quando quest’ultimo venne proibito perché considerato tossico.

Enjoy

Il piatto abbinato

Pastis

#netflix  #serie tv 

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