Uncategorized
Pan: un’occasione sprecata (.. e l’insalata con le pere)

Ai primi del Novecento un nuovo e curioso personaggio fu introdotto nel
mondo degli eroi di fantasia da J. M. Barrie, un autore inglese noto per essere
“incapace di crescere” a causa della sua poetica così visionaria e del suo
desiderio di giocare anche in età adulta. Il personaggio si chiama Peter Pan, e
so che non è necessario spendere neanche una sillaba su di lui perché tutti
sanno chi sia.
mondo degli eroi di fantasia da J. M. Barrie, un autore inglese noto per essere
“incapace di crescere” a causa della sua poetica così visionaria e del suo
desiderio di giocare anche in età adulta. Il personaggio si chiama Peter Pan, e
so che non è necessario spendere neanche una sillaba su di lui perché tutti
sanno chi sia.
Curiosamente anche Peter Pan, come il suo autore, era un bambino che non
voleva crescere e per questo, volutamente, mai gli fu data un età o una qualche
raffigurazione, lasciando ai lettori la possibilità di dar libero sfogo alla
propria fantasia nel immaginarlo.
voleva crescere e per questo, volutamente, mai gli fu data un età o una qualche
raffigurazione, lasciando ai lettori la possibilità di dar libero sfogo alla
propria fantasia nel immaginarlo.
Successivamente, altre persone si trovarono comunque a doverne introdurre
un’immagine, a partire dagli illustratori dei libri, e giunti alla creazione
del lungometraggio Disney, nel ’53, Peter appare con il suo abito verde,
cappello con piuma, capelli ramati e… le orecchie a punta come un elfo! E questa
è l’immagine che per me Peter Pan ha sempre avuto e sempre avrà.
un’immagine, a partire dagli illustratori dei libri, e giunti alla creazione
del lungometraggio Disney, nel ’53, Peter appare con il suo abito verde,
cappello con piuma, capelli ramati e… le orecchie a punta come un elfo! E questa
è l’immagine che per me Peter Pan ha sempre avuto e sempre avrà.
Sarò per sempre grato a Barrie per questa sua creazione perché oltre ad
aver accompagnato la mia infanzia è stato un punto fermo anche in quella di mia
figlia, che ha passato ore ed ore a vederlo e rivederlo nella versione Disney,
sognando come raggiungere la mitica ”Isola che non c’è” (seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino).
aver accompagnato la mia infanzia è stato un punto fermo anche in quella di mia
figlia, che ha passato ore ed ore a vederlo e rivederlo nella versione Disney,
sognando come raggiungere la mitica ”Isola che non c’è” (seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino).
Peter Pan, nel tempo, è divenuto un’icona mondiale ed ha alimentato le
fantasie di innumerevoli persone, spingendole ad inventare storie parallele,
sequel e prequel, in così tante differenti versioni che non vale la pena
citarle; ad eccezione però di quest’ultima: alla fine del 2015, infatti, Joe
Wright esce nella sale cinematografiche con un lavoro molto ambizioso, reinventare
cioè la storia di Peter Pan partendo dalla sua comparsa nel nostro mondo e
passando nella varie fasi attraverso cui lui diventa leggenda. E pare che
Wright si proponesse di farlo applicando quanto lo stesso Barrie diceva di fare
con le sue creazioni: raccontare la storia al figlio, che successivamente la
riracconta a lui con addizioni e varianti; riproporla quindi al figlio con l’adattamento
delle modifiche e proseguendo fino a che la storia si assesta.
fantasie di innumerevoli persone, spingendole ad inventare storie parallele,
sequel e prequel, in così tante differenti versioni che non vale la pena
citarle; ad eccezione però di quest’ultima: alla fine del 2015, infatti, Joe
Wright esce nella sale cinematografiche con un lavoro molto ambizioso, reinventare
cioè la storia di Peter Pan partendo dalla sua comparsa nel nostro mondo e
passando nella varie fasi attraverso cui lui diventa leggenda. E pare che
Wright si proponesse di farlo applicando quanto lo stesso Barrie diceva di fare
con le sue creazioni: raccontare la storia al figlio, che successivamente la
riracconta a lui con addizioni e varianti; riproporla quindi al figlio con l’adattamento
delle modifiche e proseguendo fino a che la storia si assesta.
Un’idea geniale. Un’opportunità unica. Un investimento economico colossale.
Ma il risultato prodotto è un misero fallimento. Non per gli effetti
speciali; e nemmeno per la qualità delle immagini o della scenografia. Quello
che proprio non funziona è il grande “mescolone” di una valanga di idee che non
si amalgamano fra loro, come in un piatto di spaghetti intrecciati, e la storia
si trova (citando un’altra recensione) “sepolta
sotto una caterva di invenzioni narrative e visive che, prese singolarmente,
affascinano di certo, ma, accumulate l’una sull’altra, ben presto sfiniscono e
vien voglia di scappare da Neverland”.
speciali; e nemmeno per la qualità delle immagini o della scenografia. Quello
che proprio non funziona è il grande “mescolone” di una valanga di idee che non
si amalgamano fra loro, come in un piatto di spaghetti intrecciati, e la storia
si trova (citando un’altra recensione) “sepolta
sotto una caterva di invenzioni narrative e visive che, prese singolarmente,
affascinano di certo, ma, accumulate l’una sull’altra, ben presto sfiniscono e
vien voglia di scappare da Neverland”.
In buona sostanza, questo film è un fiasco sia per il pubblico che per la
critica, risultando anche il prodotto cinematografico che ha raggiunto il
record di perdita economica al botteghino, e gli unici riconoscimenti che è
riuscito ad ottenere sono relativi solo agli effetti speciali e alla qualità
del 3D.
critica, risultando anche il prodotto cinematografico che ha raggiunto il
record di perdita economica al botteghino, e gli unici riconoscimenti che è
riuscito ad ottenere sono relativi solo agli effetti speciali e alla qualità
del 3D.
Se però volete comunque vederlo, mi sento di dovervi suggerire un piattino
in opposizione, quindi molto molto semplice e che vi rinfreschi un po’:
in opposizione, quindi molto molto semplice e che vi rinfreschi un po’:
Insalata di parmigiano reggiano con le pere
![]() |
| da Donnamoderna.com |
Ingredienti:
100 g di Parmigiano Reggiano,
2 pere
un cespo
di lattuga o songino
1 peperone (o della rucola)
30 g di noci
succo di limone
6 cucchiai d’olio evo
sale
e pepe nero macinato al momento
100 g di Parmigiano Reggiano,
2 pere
un cespo
di lattuga o songino
1 peperone (o della rucola)
30 g di noci
succo di limone
6 cucchiai d’olio evo
sale
e pepe nero macinato al momento
Lavata la frutta e la verdura, sbucciare e
tagliare a dadini le pere, tritare grossolanamente le noci, privare l’interno del
peperone dei semi e dei filamenti bianchi e tagliarlo a strisce sottili, quindi
tagliare finemente la lattuga, dopo aver eliminato le foglie esterne più dure e
averla asciugata. Potete in alternativa utilizzare il songino.
Versato in una ciotolina il succo di limone, sciogliervi il sale, quindi unire
l’olio e una spolverata di pepe e mescolare accuratamente il tutto con una
frusta a formare una salsina.
l’olio e una spolverata di pepe e mescolare accuratamente il tutto con una
frusta a formare una salsina.
Messe le verdure e la frutta in un’insalatiera, aggiungere il parmigiano a
scaglie (o grattugiato, come preferisco io) e poi condire l’insalata con la
salsina appena preparata, mescolare e servire.
scaglie (o grattugiato, come preferisco io) e poi condire l’insalata con la
salsina appena preparata, mescolare e servire.
Certo se qualcosa non è gradita siete liberi di modificare a piacere: io
stesso i peperoni li sostituisco con la rucola, tanto alla fine quello che conta
è ritrovare un po’ di equilibrio.
stesso i peperoni li sostituisco con la rucola, tanto alla fine quello che conta
è ritrovare un po’ di equilibrio.
Enjoy!

Anonimo
Febbraio 3, 2016
Ottima! Adoro le insalate…lasciano spazio alla creatività! aggiungerei un cucchiaino di miele (il dolce) e dei pistacchi tostati (il croccante)
http://www.briciolebollicine.com/it
Alvaro
Febbraio 4, 2016
Idea sfiziosa: da provare!
Grazie