Dicembre 19, 2013 · Primi Piatti

Bling Ring: la povertà nella ricchezza

Descrivere la dura vita di
persone povere, che hanno subito violenze o ingiustizie, che sono state
traumatizzate o hanno perso qualcosa di fondamentale per la loro vita, non è -tutto
sommato- una cosa molto complicata. Partendo, certo, dal presupposto che si sia
in grado di comporre un’opera di qualche genere.
Quando però si tratta di
persone ricche, cui materialmente non manca niente, che vivono in case da sogno
e possono permettersi ogni lusso e stravaganza, fare un tentativo del genere non
è affatto naturale; anzi, è molto difficile trovare un modo credibile per
rappresentarlo.
Sofia Coppola, invece, ne fa
una vera e propria fonte d’ispirazione: ogni pellicola che ho visto di lei era
una convincente rappresentazione del “male di vivere” di personaggi
molto più che benestanti e da cui non ci si aspetterebbe alcun motivo per
soffrire.
Certo non è un invito a
provare pietà per i suoi personaggi, anche perché spesso sono loro stessi la
causa del proprio male. Tuttavia, ancora una volta, la Coppola si conferma la
regista capace di dimostrare le difficoltà che i suoi personaggi devono
affrontare e cosa la loro mente, distorta da una realtà “ripienata
di eccessi e scarsi punti di riferimento, li spinge a fare.


Questo lavoro in particolare,
paragonato ai suoi precedenti, è anche poco ermetico e molto raggiungibile…
magari anche perché facilitato dall’essere ispirato da un fatto vero!


Bling è un termine inglese che
significa luccichio, quindi la traduzione letterale di Bling Ring è anello
luccicante. In realtà Bling-Ring è un termine dello slang hip hop che si
riferisce alla gioielleria elaborata, all’abbigliamento e accessori portati,
indossati o applicati, ad esempio, su telefoni cellulari in maniera ostentata. Da
qui nasce il nome del gruppo di amici attratti dal luccichio degli oggetti
preziosi delle persone famose: la banda dei ninnoli.


Durante la visione del film si
resta sbalorditi dal vuoto interiore di ragazzini che hanno la vita troppo
facile, dal bisogno che hanno di avere una qualche sfida da brivido, che loro affrontano
con un’incoscienza e una naturalezza impensabili per la gente “normale”.


Lo sgomento che ne segue
spinge quindi a ricercare qualcosa da poter porre in contrapposizione, qualcosa di molto
povero; e allora ci sta molto bene una ricettina che nella mia famiglia si
tramanda fin dai tempi della guerra, quando la fame si soffriva veramente:
Pasta
e Patate!

http://pasqualinaincucina.blogspot.it

Ingredienti:


Cipolla, carota, costola di sedano
Concentrato di pomodoro
4 patate
Sale, peperoncino
Olio Extra Vergine di Oliva
Pasta mista


Ricetta: 


Soffriggere un battuto (un
trito di mezza cipolla, una carota e una costola di sedano) in mezzo bicchiere
di olio evo già scaldato e quindi -dopo l’aggiunta di un cucchiaio di
concentrato di pomodoro- versare 4 patate tagliate a cubetti, coprendo il tutto
con acqua calda per almeno 2 dita. Aggiungere sale e peperoncino secondo i
gusti (se gradito anche l’alloro, 2 foglie) e far cuocere per 40’ mescolando di
tanto in tanto. Intanto si può lessare la pasta (tacconelle o pasta mista sono
le mie preferite) e aggiungerla alle patate dopo che la cottura è ultimata,
lasciando riposare il tutto per almeno 20’ prima di servirlo.


Il mio personale suggerimento
è coprire la propria porzione con una generosa spruzzata di parmigiano e una
bella macinata di pepe nero.


Enjoy

Il piatto abbinato

Pasta e patate

#biografia  #vegetariano 

2 commenti

  1. Cannibal Kid

    Dicembre 20, 2013

    poveri ragazzi della band dei ninnoli.
    io ho provato tanta tristezza per loro 🙁

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  2. Alvaro

    Dicembre 28, 2013

    Bravo Marco, tristezza è l’unica cosa che si possa provare per loro… segno che Sofia ha centrato l’obiettivo

    Rispondi

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